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Pensare Mediterraneo

Questa Collana si propone di ripensare – a partire dalla teologia – la categoria del Mediterraneo e le sue opportunità: da mare di morte – di respingimenti e annegamenti – a transito e traversata per nuovi approdi. Libri faro che aiutano a tenere la rotta tra i gorghi dei nazionalismi, delle intolleranze religiose, delle persecuzioni pretestuosamente giustificate. Libri compagni di viaggio e mezzi per il passaggio delle frontiere, contributo per trovare parole e pensieri adatti a neutralizzare i confini, ad abbattere i muri invisibili dell’indifferenza e dei nuovi razzismi, a rendere comprensibili le lingue altre e dominare le paure, ad avviare processi di liberazione e di incontro. Libri come ponti che portano scritta, in filigrana, la parola pace. 

«Solo partendo da qui si può iniziare a costruire realmente la pace nel mondo e il Mediterraneo può aspirare a diventare quella sorta di lago di Tiberiade auspicato da La Pira. Un mare di Galilea più grande, capace di unire popoli e nazioni, e di abbattere qualsiasi barriera» (Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana)


Volumi in uscita:

Augusto Cavadi, Pensare sul Mediterraneo tra le terre

La filosofia occidentale nasce, come Venere, dalle acque del Mediterraneo: Asia Minore, Grecia, Italia Meridionale, Sicilia. Nella stessa area geo-culturale si snoda lungo i secoli – anche quando il baricentro si sposta a Londra, Parigi e Berlino – contribuendo a costituire un patrimonio di idee edi ideali prezioso per l’intera umanità. L’avventura non si è conclusa e, anche ai nostri giorni, germogliano sulle rive del Mare-tra-le-terre dei semi che potranno dare frutti nell’immediato futuro, sia come antidoto alle tentazioni fondamentalistiche sia come ponti lanciati tra civiltà differenti.

Augusto Cavadi (1950), fondatore nel 1992 della Scuola di formazione etico-politica “Giovanni Falcone” di Palermo, intreccia la ricerca sulle valenze esistenziali e sociali della filosofia con l’attivazione di occasioni in cui cittadini di varia estrazione vengono coinvolti nel con-filosofare: cenette filosofiche per non…filosofi, domeniche di spiritualità laica, vacanze filosofiche e così via. Tra i suoi scritti più recenti: Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche (Di Girolamo 2010) e Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualità (Diogene Multimedia 2015).


Mario Imperatori, Israele, la Chiesa e il loro mistero. Tra i tempi delle nazioni e la parusia

Lo studio cerca di mostrare l’importanza storico-teologica della relazione che ha continuato a legare tra loro Israele e le nazioni anche durante il tempo in cui queste ultime hanno accettato quell’ebreo marginale che fu Gesù di Nazaret quale loro Messia. Un’importanza oggi più che mai cruciale, non solo perché dal I secolo d.C. mai le relazioni ebraico-cristiane sono state così teologicamente feconde come lo sono state a partire dalla metà del secolo scorso, ma anche perché la tradizione ebraico-cristiana si trova ora confrontata con l’inedita sfida rappresentata dal rapido affermarsi di una biopolitica che si presenta coi tratti sempre più marcati di una nuova religione politica secolarizzata e globale.

 Mario Imperatori (1958), dopo la licenza in storia contemporanea conseguita a Friburgo (Svizzera) ed il dottorato in teologia dogmatica a Louvain-la-Neuve, dal 2000 al 2018 ha insegnato teologia dogmatica e storia della chiesa presso la Scuola teologica del Seminario Interdiocesano di Scutari (Albania), che ha diretto per molti anni. Tra le sue pubblicazioni recenti: Il cammino di Gesù. Dalla resurrezione alla parusia, Ancora, Milano 2015 e Abolizione o redenzione del corpo sessuato? Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2017. Con la presente opera, esse costituiscono una sorta di trilogia.
Attualmente è professore straordinario di teologia sacramentale presso la sezione S. Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e direttore della rivista Rassegna di Teologia.



Fabrizio Mandreoli – Marco Giovannoni, Spazio europeo e Mediterraneo. Le profezie di Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti

L’Europa e lo spazio mediterraneo si appartengono a vicenda. Questo non significa semplicemente che l’Europa debba occuparsi delle questioni del Mediterraneo, di quelle dell’Africa e del Medio Oriente, ma che le due sponde si implicano e richiamano a vicenda storicamente, politicamente, umanamente. Due spirituali e politici del ‘900, come Giorgio la Pira e Giuseppe Dossetti, si sono occupati con passione e intelligenza di tale spazio e ne hanno elaborato una comprensione che è – in maniera solo apparentemente paradossale – sia strategica sia spirituale. Malgrado le loro visioni siano, in parte, differenti si tratta per entrambi di un esercizio “profetico” inteso come acuta capacità di riconoscimento delle questioni che lo sviluppo della storia pone alle scelte, più o meno, responsabili degli uomini. La rilettura oggiAggiungi un appuntamento per oggi di tali analisi aiuta a trovare risorse sepolte ed energie nuove per la comprensione e l’azione in questo drammatico snodo della nostra storia.

Fabrizio Mandreoli, Bologna 1972, ha collaborato in diverse comunità e nel carcere di Bologna. Ha studiato teologia a Bologna e Milano, ha approfondito gli studi di storia, teologia e lingue a Francoforte, Boston e Gerusalemme. Insegna teologia fondamentale alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna; si occupa di attività di formazione giovanili e di dialogo ecumenico ed interreligioso.

Marco Pietro Giovannoni, Firenze 1970, ha studiato teologia a Firenze e storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana. Insegna storia del cristianesimo all’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana.  3e000300feff09



Emilio Salvatore – Carmelo Torcivia, Quando a credere è il popolo. Tensioni e ricomposizioni di un’esperienza religiosa in un’area del Mediterraneo

            Il tema della pietà popolare è ritornato nella scena ecclesiale grazie a Papa Francesco, che, facendo tesoro di quanto già acquisito nella recente tradizione delle Chiese dell’America latina e centrale, rilancia la sua comprensione ecclesiale parlando di “spiritualità popolare” e di “mistica popolare”. Si tratta di un’operazione molto importante che può risultare anche ardita per la sensibilità storico-ecclesiale occidentale. Ancor oggi, infatti, non mancano le critiche e le diffidenze da parte di tanti uomini e di tante donne di Chiesa sia sul senso dell’attuale permanenza della pietà popolare all’interno di un rinnovato senso di autoconsapevolezza ecclesiale, fondato sul richiamo alle Scritture, sia per i fatti di cronaca che puntellano le storie delle nostre parrocchie e diocesi, in cui si notano giochi di potere qualche volta connotati mafiosamente.

            Questo libro vuole essere un contributo teologico-pastorale fondamentale che si dà all’identità della pietà popolare. Essa non è compresa come un fatto regionale che interessa un certo bacino di cristiani. Risulta, invece, globalmente capace di dire e rappresentare sia la fede teologale nel Dio Uno-Trino sia l’appartenenza viscerale alla Chiesa. Questo studio, distintamente teologico-biblico e di rivisitazione teologico-pastorale di alcuni snodi storico-ecclesiali fondamentali, vuole pertanto rivalutare la comune considerazione ecclesiale sulla pietà popolare. Si tratta ovviamente di un contributo che, ben conscio dei propri limiti, legati all’approccio teologico-fondamentale, desidera stimolare un’ulteriore produzione di studi sul tema, che possano aiutare l’attuale situazione pastorale di questa stagione ecclesiale.

Carmelo Torcivia, Direttore dell’Ufficio Pastorale della Chiesa di Palermo, è docente di Teologia Pastorale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sezione “San Luigi”. Tra le sue pubblicazioni: La Chiesa oltre la cristianità, EDB, Bologna 2005; La Parola edifica la comunità. Un percorso di teologia pastorale, il pozzo di Giacobbe, Trapani 2008; con Severino Dianich, Forme del popolo di Dio tra comunità e fraternità, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2012; Il perdono. La via del bene tra giustizia e amore, il pozzo di Giacobbe, Trapani 2015; Teologia della catechesi. L’eco del kerygma, Elledici, Torino 2016.

Emilio Salvatore, sacerdote della Diocesi di Alife Caiazzo, è docente di Nuovo Testamento presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sez. S. Luigi). Attualmente è Direttore della rivista “Bibbia, ieri e oggi” (Elledici). Tra le sue pubblicazioni: «E vedeva a distanza ogni cosa». Il racconto della guarigione del cieco di Betsaida (Mc 8,22-26) (Roma-Brescia 2003); Con A. Guida – C. Manunza, Il Racconto biblico. Narrazione, storia, teologia (Trapani 2015); «Gesù, il Nazareno, il crocifisso, è risorto…» (Mc 16,6). Il racconto drammatico della passione di Gesù nel vangelo di Marco (14,1-16,8) (Trapani 2017).



Anna Carfora, Che cosa è il Mediterraneo. Prospettive storiografiche e immaginario culturale

Questo libro non è una storia del Mediterraneo. Vuole essere, piuttosto, un piccolo contribuito che aiuti a pensare storicamente. Esistono, infatti, tante concezioni diverse del Mediterraneo, una pluralità di interpretazioni storiografiche, un immaginario culturale e una retorica del Mediterraneo che generano più confusione che chiarezza. Il Mediterraneo è oggi un tema particolarmente sensibile che si presta ad uno spregiudicato uso pubblico, soprattutto  a proposito di religioni e di migrazioni. In questo senso è interpellata la coscienza civile di chi studia e scrive di storia, chiamato ad offrire il suo contributo all’onestà della ragione chiarificatrice.

Anna Carfora è associata di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Per le nostre edizioni ha pubblicato, tra l’altro, La Passione di Perpetua e Felicita (2017).  


Sihem Djebbi, La conflittualità nel sud Mediterraneo: le problematiche identitarie e religiose in prospettiva

L’analisi propone di introdurre il lettore alle principali problematiche che alimentano i conflitti armati nei paesi della sponda Sud del Mediterraneo dall’inizio del XX secolo fino ad oggi. L’opera sviluppa in particolare sette chiavi di lettura, dimostrandone tuttavia le interrelazioni: la recente formazione degli stati-nazione e le contestazioni locali e internazionali che continua a suscitare; la pregnanza dei modelli governativi autocratici ed autoritari; le polarizzazioni sociali e politiche di natura comunitaria (religiosa, etnica e tribale); le problematiche socio-economiche e ridistributive, con un focus particolare sulle riforme neo-liberiste introdotte negli ultimi decenni e l’aumento delle disuguaglianze in un contesto di esplosione demografica; il dilemma della sicurezza inter-statale ed i suoi effetti deleteri sulla stabilità regionale (alta militarizzazione, guerre per procura, diplomazie a scopo destabilizzatore); lo sviluppo di organizzazioni transnazionali fondamentaliste a matrice jihadista; le interferenze extra-regionali e le questioni geo-strategiche, che fanno della regione un teatro di scontro per le potenze mondiali. Le scale di analisi proposte sono sia micro-locali, stato-nazionali, regionali che mondiali, con l’obbiettivo di sottolineare sia la pluralità delle dinamiche e dei livelli di conflittualità che la loro crescente interconnessione in un mondo globalizzato. La parte finale presenta le principali problematiche umanitarie che risultano da un secolo di conflitti, in particolare quelle connesse alle migrazioni forzate, e che diventano a loro volta una questione potenzialmente conflittuale. 

Sihem Djebbi insegna le scienze politiche e le Relazioni Internazionali all’Istituto di Studi politici di Parigi e all’Università di Parigi XIII Sorbona. Collabora anche con la Pontificia Università Teologica dell’Italia Meridionale, l’Università degli studi di Siena e l’Università Link Campus di Roma. I suoi corsi e ricerche portano sulle dinamiche dei conflitti contemporanei, le migrazioni forzate, l’Islam politico e la sociologia politica del la regione Nord Africa Medio Oriente. E’ anche formatrice su queste tematiche presso diverse organizzazioni sociali e umanitarie non governativi in Francia, di cui France Terre d’Asile.


Sihem Djebbi, Sette chiavi. La conflittualità nella regione nella sponda Sud del Mediterraneo: fattori, problematiche e prospettive

L’analisi propone di introdurre il lettore alle principali problematiche che alimentano i conflitti armati nei paesi della sponda Sud del Mediterraneo dall’inizio del XX° sec. fino ad oggi. L’opera sviluppa in particolare sette chiavi di lettura, dimostrandone tuttavia le interrelazioni: la recente formazione degli stati-nazione e le contestazioni locali e internazionali che continua a suscitare; la pregnanza dei modelli governativi autocratici ed autoritari; le polarizzazioni sociali e politiche di natura comunitaria (religiosa, etnica e tribale); le problematiche socio-economiche e ridistributive, con un focus particolare sulle riforme neo-liberiste introdotte negli ultimi decenni e l’aumento delle disuguaglianze in un contesto di esplosione demografica; il dilemma della sicurezza inter-statale ed i suoi effetti deleteri sulla stabilità regionale (alta militarizzazione, guerre per procura, diplomazie a scopo destabilizzatore); lo sviluppo di organizzazioni transnazionali fondamentaliste a matrice jihadista; le interferenze extra-regionali e le questioni geo-strategiche, che fanno della regione un teatro di scontro per le potenze mondiali. Le scale di analisi proposte sono sia micro-locali, stato-nazionali, regionali che mondiali, con l’obiettivo di sottolineare sia la pluralità delle dinamiche e dei livelli di conflittualità sia la loro crescente interconnessione in un mondo globalizzato. La parte finale presenta le principali problematiche umanitarie che risultano di un secolo di conflitti, in particolare quelle connesse alle migrazioni forzate, e che diventano a loro volta una questione potenzialmente conflittuale.

Sihem Djebbi insegna le scienze politiche e le Relazioni Internazionali all’Istituto di Studi politici di Parigi e all’Università di Parigi XIII Sorbona. Collabora anche con la Pontificia Università Teologica dell’Italia Meridionale, l’Università degli studi di Siena e l’Università Link Campus di Roma. I suoi corsi e ricerche portano sulle dinamiche dei conflitti contemporanei, le migrazioni forzate, l’Islam politico e la sociologia politica del la regione Nord Africa Medio Oriente. E’ anche formatrice su queste tematiche presso diverse organizzazioni sociali e umanitarie non governativi in Francia, di cui France Terre d’Asile. 


Dario Garribba – Marco Vitelli (edd.), Le città del cristianesimo antico. La Galilea e Gerusalemme

Il cristianesimo è sin dalle sue origini un fenomeno urbano che investe le città del bacino mediterraneo: qui operano i primi predicatori e qui nascono i primi gruppi di credenti in Gesù: nelle città operano i primi predicatori e nelle città nascono i primi gruppi di credenti in Gesù. Comprendere il cristianesimo significa allora far luce sulla realtà sociale, politica ed economica in cui si costituiscono le prime comunità e sui modi in cui la nuova realtà sociale cristiana si innesta nel tessuto cittadino. Non si tratta però di ricostruire il contesto storico che fa da corona al cristianesimo delle origini. Le prime comunità non vanno infatti intese come corpi sociali da subito definiti e distinti, dotati di peculiarità proprie, quanto organismi in divenire su cui differenti fattori (politici, sociali, economici, culturali) agiscono attivamente contribuendo a plasmare e a formare l’identità di questa nuova realtà sociale che chiamiamo “comunità cristiane”. È questo lo spirito da cui nasce il presente volume che raccoglie gli interventi tenuti tra 2016 e il 2018 presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Luigi nell’ambito del ciclo di lezioni “Le città del cristianesimo antico”, promosso dall’Istituto di Storia del Cristianesimo “Mons. Cataldo Naro”.

Dario Garribba, Dottore di ricerca in Storia Antica,  è docente incaricato presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sez. San Luigi). Tra i suoi campi di ricerca la realtà storico-sociale del giudaismo del secondo tempio e le relazioni tra giudei e cristiani nel I secolo. Per la collana oi Christianoi del Pozzo di Giacobbe ha curato, tra gli altri, i volumi Gesù e la storia e La tradizione di Gesù-Le tradizioni su Gesù

Marco Vitelliinsegna materie letterarie al Liceo Classico. E’ Dottore di ricerca in Storia Antica e si occupa dello studio dei gruppi giudaici al tempo di Gesù.  E’ membro del Consiglio dell’Istituto di Storia del Cristianesimo della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; ha curato, per la collana oi Christianoi del Pozzo di Giacobbe, tra gli altri, il volume Gesù e i Messia di Israele.